Norme e regole d’arte per una tutela dinamica dei paesaggi agricoli

Cultura come fattore di sviluppo

Norme e regole d’arte per una tutela dinamica dei paesaggi agricoli
CITTAM, Università Federico II di Napoli, con il patrocinio di DICIV Università di Salerno

Promosso da Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali e il CITTAM Federico II, l’VIII Convegno Internazionale “Ravello Cultural Landscapes”, dedicato quest’anno al tema “Norme e regole d’arte per una tutela dinamica dei paesaggi agricoli”  il prossimo 2 ottobre 2026, a Ravello, rinnova l’appuntamento annuale per discutere e riflettere insieme sul tema della gestione dei territori rurali di pregio nella contemporaneità. Il paesaggio culturale UNESCO della Costa d’Amalfi è ancora una volta un laboratorio a cielo aperto in cui l’economia agricola si coniuga con la bellezza sublime del sito UNESCO, generata dalla modellazione del suolo e dalla creazione di un paesaggio che oggi vive una singolare contraddizione: per un verso le “regole” di adattamento del territorio che hanno generato il Paesaggio Culturale (tecniche di sistemazione del suolo, di regimazione delle acque, di colture e loro avvicendamento) sono considerate “patrimonio immateriale dell’umanità” per altro verso tali “regole”, non essendo riconosciute dalla normativa vigente, vanno disapplicate. Il caso dei muretti a secco è paradigmatico: strutture di sostegno dei terrazzamenti messe a punto in secoli di osservazioni empiriche e testate da decine di terremoti oggi non solo non sono realizzabili, ma non possono essere neppure riparate utilizzando la “regola” tradizionale in quanto non sono “a norma”. Infatti, l’intervento di riparazione non è verificabile con i parametri numerici fissati dalla normativa antisismica vigente.

Il convegno internazionale 2026 propone all’attenzione degli studiosi e degli operatori territoriali, pubblici e privati, un dibattito propositivo sulle modalità di sviluppo e messa a punto di norme che rendano verificabili le “regole” sottese ai paesaggi agricoli affinché queste aree non siano abbandonate e non diventino simulacri di un passato stile di vita, ma siano testimonianza attiva e dinamica di nuove economie che sappiano tutelare i documenti paesaggistici e architettonici senza rinunciare all’innovazione dei processi produttivi e al godimento collettivo del comune patrimonio culturale.

Il comitato scientifico, al quale concorrono studiosi del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello nonché delle università di Salerno, di Napoli Federico II e della Campania, si rivolge a quanti vogliano condividere positive esperienze locali e apportare un contributo di idee nella consapevolezza che dal dibattito interdisciplinare, tra diverse competenze e diversi punti di vista convergenti sullo stesso oggetto di studio, possa emergere una proficua sintesi, utile a delineare nuove indicazioni operative e normative che sappiano indirizzare gli operatori tecnici e le istituzioni preposte alla tutela dei territori rurali affinché questi non vengano spopolati.

Ecco le principali scadenze organizzative: entro il 22 giugno 2026 dovranno essere inviati abstract e paper; il 22 luglio è prevista la comunicazione delle revisioni; il 22 agosto il termine per l’invio dei contributi revisionati; il 12 settembre la preparazione del volume impaginato e il 30 settembre la stampa finale degli atti congressuali.