Il Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali (C.U.E.B.C), fondato nel 1983 a Ravello, promuove ricerca e formazione interdisciplinare nel settore dei beni culturali. Opera a livello internazionale come punto di riferimento per studiosi, istituzioni e politiche culturali.
Fornire ai decisori di vari livelli indicazioni utili ad andare oltre le attività culturali definite dal marketing è diventata, oggi, declinazione prevalente delle motivazioni fondative del Centro. In particolare è costante l’azione di trasformare la ricerca in strumenti operativi per istituzioni e decisori pubblici.
Dal 2010 il Centro si è dotato di un nuovo strumento, in grado di consentire una più adeguata attività di promozione. Non solo informazione: non solo comunicazione, ma anche consolidamento di contatti e costruzione di una rete internazionale attraverso cui alimentare il dibattito culturale, scambiare le esperienze maturate in campo scientifico, veicolare i risultati della ricerca, individuare nuovi modelli formativi.
Nel 1984, la Dichiarazione di Ravello ha affermato con forza l’unità tra scienze, cultura e patrimonio come fondamento della società europea. Un appello ancora attuale alla cooperazione interdisciplinare, alla centralità dell’educazione e al valore vivo della cultura nel costruire un’Europa più consapevole e solidale.
Il Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, fondato nel 1983 su iniziativa del Consiglio d’Europa e con il sostegno del Governo italiano, ha sede a Villa Rufolo a Ravello. È un centro di eccellenza dedicato alla formazione, ricerca e promozione del patrimonio culturale, riconosciuto a livello nazionale e internazionale.
Nato con una vocazione interdisciplinare, il Centro favorisce il dialogo tra saperi umanistici e scientifici, promuovendo la collaborazione tra studiosi, istituzioni e professionisti. Oltre alla ricerca, svolge attività formative e di consulenza a supporto delle politiche culturali.
Opera in stretta sinergia con università e organizzazioni internazionali come il Consiglio d’Europa, l’UNESCO e l’ICCROM, contribuendo allo sviluppo di una cultura condivisa per la tutela e la valorizzazione del patrimonio.
Alfonso Andria – Presidente
Marie-Paule Roudil – Vice Presidente
Eugenia Apicella – Segretario Generale
Fabio Pollice – Responsabile Progettazione e Coordinatore delle Attività
Assemblea Generale (Ottobre 2025 – Ottobre 2028)
Consiglio di Amministrazione (Ottobre 2025 – Ottobre 2028)
Comitato Scientifico (Ottobre 2025 – Ottobre 2028)
Concessa in comodato dalla Fondazione Ravello, la villa offre uno scenario unico dove storia, arte e ricerca si incontrano nel cuore del patrimonio culturale europeo.
Il Centro ha sede a Ravello nella storica Villa Rufolo, prestigioso complesso monumentale affacciato sulla Costiera Amalfitana.
Qui, nel 1880, Richard Wagner trovò ispirazione per il giardino incantato di Klingsor nel suo Parsifal, suggellando per sempre il legame tra questo luogo e l’immaginario musicale europeo.
Un percorso articolato attraverso la conoscenza, la valorizzazione e la tutela del patrimonio culturale. Le nostre attività si sviluppano in tre ambiti principali
Qualunque “politica” del Centro non può prescindere da un’attività di confronto e scambio che favorisca la circolazione delle conoscenze sul patrimonio culturale. Soprattutto in questa stagione di cambiamento rapido. Un primo e propedeutico settore di attività è dunque quello che abbiamo definito della Conoscenza del patrimonio culturale.
Per perseguire efficacemente una mission di servizio ‘culturale’, tuttavia, non è sufficiente approfondire le conoscenze sul patrimonio. È anche necessario trasferirle nella società. Non come conoscenze specialistiche, evidentemente, ma come fattore di rafforzamento delle identità culturali, di stimolo alla creatività, di promozione di uno sviluppo umano sostenibile. Cultura come fattore di sviluppo diventa quindi il settore core dell’attività del Centro.
Per rendere coerente ed integrata l’azione del Centro, e coprire quindi l’intero ciclo della valorizzazione del patrimonio e delle attività culturali, appare opportuno integrare le attività di conoscenza del patrimonio culturale e di supporto ai decisori con l’approfondimento degli aspetti metodologici ed operativi delle politiche culturali. Obiettivo conseguibile attraverso un settore di Strumenti e metodi delle politiche culturali.
Buona parte dell’attività di ricerca si svolge nel quadro di programmi nazionali, europei (Erasmus, Horizon, Europa Creativa ecc.) o internazionali.
Riconoscere la bellezza e riconoscersi in essa non solo porta a tutelarla, ma anche ci sollecita a riprodurla ed è questa indubbiamente la missione che da sempre anima il Centro e ne orienta le strategie. Con questo obiettivo negli anni si è costruita una rete di attori pubblici e privati che va ben oltre i confini nazionali e che consente di fare del Centro un connettore di progettualità, una fucina di idee che alimentino la riflessione scientifica, il coinvolgimento pubblico, il dibattito politico.