Cultura come fattore di sviluppo
Rapporto
Il seminario internazionale su "Culture locali del rischio: risorse preziose, risorse a rischio" è stato organizzato con il sostegno dell'Accordo EUR-OPA sui grandi rischi. L'iniziativa mirava a definire linee guida per un progetto su larga scala volto a: riconoscere il patrimonio di conoscenze sui rischi locali specifici — e il relativo *know-how* — che plasma la cultura delle popolazioni esposte ai disastri naturali e dà vita a una vera e propria "Cultura locale del rischio" (LRC); e valorizzare la rivitalizzazione di tali culture come strumento aggiuntivo nelle politiche di prevenzione dei disastri naturali.
È stato spesso osservato che, in seguito a un disastro, emerge come le popolazioni locali fossero ben consapevoli dei rischi del territorio e delle tecniche tradizionali per gestirli (quali la pianificazione dell'uso del suolo, le tecniche costruttive, la gestione delle risorse idriche, ecc.); tuttavia, tali tecniche erano state abbandonate a favore di metodi moderni, scarsamente sperimentati e non necessariamente più efficaci.
Partendo da queste considerazioni, il Centro Universitario per i Beni Culturali di Ravello ha proposto l'avvio di un progetto transnazionale di "ricerca-intervento" – denominato "CULTURES against DISASTERS: PREVENTING NATURAL DISASTERS BY REVITALIZING LOCAL RISK CULTURES" (Culture contro i disastri: prevenire i disastri naturali rivitalizzando le culture locali del rischio) – nell'ambito delle attività promosse dall'Accordo EUR-OPA sui Grandi Rischi; il seminario ha rappresentato la fase iniziale di tale iniziativa.
Considerato che la scarsa attenzione accademica verso il sapere tradizionale è stata uno dei fattori che hanno portato all'obsolescenza delle "Culture Locali del Rischio" (LRC), il seminario si è posto l'obiettivo, in primo luogo, di confermare la persistenza di tali culture nell'area mediterranea e, successivamente, di esplorare le possibilità di integrarle nei programmi di studio universitari.
ATTI DEL SEMINARIO
Il seminario si è svolto in due giorni. La prima giornata è stata riservata ai rappresentanti dei Centri e agli esperti invitati (con particolare attenzione al lavoro scientifico), mentre la seconda giornata è stata organizzata come una tavola rotonda – con la partecipazione di rappresentanti di istituzioni internazionali e della Regione Campania – ed era aperta al pubblico (con particolare attenzione alle prospettive politiche).
Il primo giorno, dopo un'introduzione che ha contestualizzato il seminario nell'ambito dell'Accordo EUR-OPA sui Grandi Rischi e una presentazione iniziale che ha delineato i temi e le questioni da affrontare, i rappresentanti dei Centri hanno descritto le attività che ciascun Centro svolge nel proprio specifico settore. Successivamente, gli esperti hanno illustrato le tecniche tradizionali messe in atto dalle popolazioni locali nei rispettivi paesi per mitigare l'impatto dei disastri naturali (terremoti, siccità, alluvioni e frane).
Il secondo giorno, dopo una presentazione introduttiva che ha riassunto i punti chiave emersi il giorno precedente, i partecipanti alla tavola rotonda hanno discusso di come i temi trattati durante il seminario potessero essere integrati nelle iniziative in corso o pianificate dalle rispettive istituzioni. La sessione – e l'intero seminario – si è conclusa con un'analisi delle prospettive più ampie del progetto nel contesto della politica EUR-OPA sui grandi rischi.
PARTECIPAZIONE
Quattordici esperti e rappresentanti del Centro provenienti da sette paesi del Mediterraneo (Algeria, Marocco, Libano, Grecia, Cipro, Italia e Francia) hanno partecipato alla prima giornata del seminario.
Rappresentanti di 17 istituzioni hanno partecipato alla tavola rotonda del 25 novembre.
Coordinatore: F. Ferrigni