Il Comune di Ravello, insieme a tutta La Costiera Amalfitana, è considerato dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, in particolare per la relazione che da secoli lega il territorio e l’azione dell’uomo che, in un contesto orografico del tutto unico, ne ha ricavato quanto necessario per la sua esistenza e sussistenza. Proprio la particolarità geografica del territorio se, da una parte, ne esalta le qualità, dall’altra ne esaspera la fragilità e il bisogno di continua manutenzione.
Tale rapporto uomo-natura viene infatti messo in crisi dal progressivo cambiamento degli stili di vita e della mentalità, un cambiamento sempre più orientato ad una globalizzazione degli interessi e a veloci mutamenti. Analogo problema affligge il “modello” turistico della Costiera Amalfitana, poco compatibile con un superficiale turismo di massa in quanto basato su un turismo “slow” e quindi attento alle valenze e caratteristiche della tipicità territoriale. Base e leva di questo modello turistico è la ricchezza dell’offerta complessiva del territorio, dove si può coniugare la presenza di siti di altissima valenza storico-culturale con le tipicità dei prodotti enogastronomici, con manifestazioni e attività culturali derivanti da un substrato ancora vivo. Tale modello ha però bisogno di essere continuamente alimentato e occorre porre assoluta attenzione allo stato dei luoghi che devono essere “qualitativamente appetibili” se vogliono funzionare da attrattori turistici veri e propri. La cosiddetta “industria culturale” spinge purtroppo ad una sempre più esasperata “spettacolarizzazione” della cultura, a scapito di quelle basilari attività di ricerca, conservazione e gestione del patrimonio culturale che sono il vero motore per lo sviluppo serio e duraturo di un turismo sostenibile. Sono quei siti d’interesse culturale legati alla storia più intima della “comunità” a creare l’unicità del luogo, a testimoniare le interazioni fra abitanti e territorio, con enorme potenzialità evocative.
Il Progetto Playing on our heartstrings/Far suonare le corde del cuore. Viaggio tra i tesori nascosti di Ravello: arte, natura e lavoro degli uomini ha realizzato:
Inoltre sono stati organizzati:
Più in dettaglio, il ciclo di eventi ha previsto 20 recital chitarristici (da qui il main concept del titolo del progetto) organizzati nelle locations identificate, offrendo ai turisti occasione di visita di chiese, piazze e siti naturalistici di Ravello poco conosciuti al grande pubblico ma ricchi di valore culturale e naturalistico. Il pubblico dei concerti è stato invitato a raggiungere le locations con brevi passeggiate guidate. Escursioni aggiuntive – sempre guidate – sono organizzate nel giorno precedente a quello dei concerti, per allargare l’offerta di itinerari naturalistici.
In definitiva le escursioni, le più brevi passeggiate, la conoscenza di chiese ed monumenti poco noti e “nascosti”, insieme alla raccolta delle castagne, i momenti di ospitalità frugale presso i giardini, i laboratori d’arte ed i “workshop” sulla manutenzione di macere e palizzate, hanno inteso mostrare ai turisti “il cuore” di Ravello e, nello stesso tempo, grazie anche all’occasione offerta dagli appuntamenti musicali, ambiscono a far vibrare le “corde del cuore” di chi decide di partecipare.
Ravello mantiene quindi la sua caratteristica di città della musica – ma questa volta con un’offerta musicale che rompe i confini dei contenitori usuali – arricchita di sfaccettature ad alto potenziale turistico, quali l’amenità dei luoghi, la lontananza dai luoghi affollati, il gusto dei sapori locali, l’azione dei contadini per la manutenzione dei terrazzamenti e la manualità creativa. Tutti questi elementi rappresentano le connotazioni identificativi del territorio che il presente progetto mira a valorizzare e promuovere.