Sede
Chi siamo
Fin dalla sua fondazione, e grazie all’ospitalità di volta in volta garantita dalla proprietà della Villa (EPT Salerno prima e Fondazione Ravello dopo), il Centro ha sede al piano terreno della Villa Rufolo, dove sono allestiti la Segreteria Generale con gli uffici pertinenti e la sezione in progress della Biblioteca – il cui nucleo originario ha sede nei locali sovrastanti il Chiostro Moresco, concessi dalla Soprintendenza BAP di Salerno in comodato d’uso nel 2003.
Le iniziative d’aula promosse dal Centro vengono organizzate principalmente nell’Auditorium di Villa Rufolo.
Villa Rufolo
I Rufolo hanno rappresentato per oltre due secoli il simbolo della potenza economica e politica della Ravello medievale, per poi decadere nel breve volgere del trentennio che va dalla metà del XIII sec. al 1285, quando furono completamente rovinati per essersi schierati contro gli Angioini al tempo dei Vespri siciliani.
All’inizio del periodo aureo della loro famiglia essi costruirono la “casa”, rappresentativa del loro status sociale, che doveva essere grandiosa, principesca e ricca. Fondendo le tipologie architettoniche e decorative arabe e bizantine con elementi della cultura locale, essi trovarono il linguaggio adatto ad esprimere la loro potenza.
Durante il periodo più fervido, è probabile che il Boccaccio abbia conosciuto direttamente i Rufolo e abbia soggiornato presso la loro dimora; è verosimile che “il palagio con bello e gran cortile nel mezzo e con logge e sale e con giardini meravigliosi” sia stato proprio il giardino di Villa Rufolo, mentre è diretto il riferimento alla famiglia nella famosa novella dedicata a Landolfo Rufolo.
La vita nella Ravello medievale segue il declino di quella della costa legata alla decadenza della Repubblica Amalfitana, e la famiglia Rufolo, caduta in rovina fu costretta a smembrare le proprietà. La villa passa per diritto di successione ai Confalone e ai Muscettola e successivamente ai D’Afflitto di Scala nel XVIII sec. Questi ultimi fecero un grande sforzo per rendere il palazzo abitabile ma la distruzione di molti elementi di valore e pregio causarono la rovina di gran parte della residenza.
A metà dell’Ottocento il palazzo si presentava come rovina e solo in parte conservava l’aspetto originario che aveva subito manomissioni dopo il tramonto della celebre discendenza. Un Lord scozzese, Sir Francis Nevile Reid, decise nonostante l’inagibilità della dimora, di acquistarla. Quest’uomo di grande cultura fece restaurare l’edificio e risistemò le terrazze a giardino, realizzando il capolavoro che fece esclamare a Wagner: “Il magico giardino di Klingsor è trovato”.
Reid chiude un periodo felice della storia della villa. Con la sua morte ancora una volta la villa viene smembrata dagli eredi e le suppellettili vendute. Nel 1974 viene acquistata dall’ EPT di Salerno la consistenza privata non ancora annessa al demanio pubblico.
L’EPT gestisce la villa fino al 2007, anno in cui la gestione viene affidata alla Fondazione Ravello.